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20/09/2021

Donne Coraggio


Donne afgane, a viso scoperto, senza paura di essere malmenate, violentate, uccise, sfidando i talebani, manifestano, in mezzo ad una selva di mitra, con ghirlande di fiori in mano, per le strade di Kabul, di Herat e di altre città afgane, rivendicando il rispetto dei diritti delle donne, delle libertà fondamentali minacciate dal regime talebano il cui dichiarato proposito è quello di limitarne i diritti fondamentali, la libertà, poiché unica funzione delle donne sarebbe quella di “fare figli”.

E’ indubbio che queste donne forti e indipendenti, sono protette dalla repressione di uomini ottusi, primitivi, violenti, dalla presenza di giornalisti, fotoreporter che quelle manifestazioni documentano.

Purtroppo giornalisti e fotoreporter sono quotidianamente perseguitati e torturati affinché non documentino le condotte repressive dei talebani.

Ci si chiede per quanto tempo ancora durerà l’attenzione dei media occidentali sull’Afghanistan.

Cosa sarà delle donne “coraggiose” quando i riflettori si spegneranno, quando la stampa non parlerà più di loro.

Cosa possiamo fare perché le donne afgane non vengano abbandonate al loro destino?

Oggi è possibile, attraverso i social, far sentire la propria voce affinché non prevalga la realpolitik che legittimi il regime talebano attraverso il suo riconoscimento da parte degli Stati occidentali, senza esigere il rispetto dei diritti umani.

Se l’Europa, gli Stati che la compongono, abbandoneranno gli afgani al loro destino, se negheranno agli afgani i canali umanitari, quegli Stati non saranno credibili quali paladini dei diritti umani, ipocritamente affermati e di fatto negati e tradiranno i principi fondativi della Unione Europea.

Di questo tradimento dovranno rendere conto. “Tutelare chi vuole lasciare l’Afghanistan è un obbligo morale” ha dichiarato il presidente Draghi.

Noi, con il nostro voto, chiederemo il conto a quelle forze politiche che quei principi tradiscono.  

Maria Gloria Attanasio